Oltre cinquecento attivisti filo palestinesi della rete “Viva Palestina” sono entrati stamattina nella striscia di Gaza con un convoglio di aiuti umanitari.
Al termine di un lungo braccio di ferro, le autorità egiziane hanno concesso l’ingresso attraverso il valico di Rafah di 140 automezzi su 198.
Il corteo - promosso da diverse organizzazioni non governative e di cui fa parte anche il parlamentare britannico George Galloway - era stato trattenuto per giorni in Giordania per poi trasferirsi in Egitto.
Martedì notte, la tensione fra gli attivisti e la polizia del Cairo era sfociata in violenti scontri nella città di Rafah, in cui erano rimasti feriti 20 manifestanti e 10 agenti.
Tensione a Gaza
Gli scontri hanno alimentato anche la tensione nella Striscia.
Ieri mattina, centinaia di persone che manifestavano a Rafah contro la nuova barriera che sta costruendo l’Egitto, sono state bersagliate una raffica di spari partiti da una camionetta della polizia egiziana, cui hanno risposto degli agenti della polizia di Hamas. Secondo i testimoni, 25 persone sarebbero rimaste ferite, di cui 6 in modo grave.
Nel conflitto a fuoco è morto anche un poliziotto egiziano. Secondo una prima ricostruzione, l’uomo, che si trovava in cima a una torretta di avvistamento, potrebbe essere stato ucciso per errore dai suoi commilitoni.
Stamattina, sette bombe di mortaio sparate da Gaza sono scoppiate in territorio israeliano, senza tuttavia causare vittime né danni.
Poche ore dopo, alcuni aerei dell'aviazione militare di Tel Aviv hanno lanciato migliaia di volantini sulla Striscia minacciando di colpire chiunque si avvicini alla linea di confine tra il territorio palestinese e lo Stato ebraico.
[c.m.m.]
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