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 Palestina: Entra a Gaza il convoglio di aiuti umanitari “Viva Palestina”

Oltre cinquecento attivisti filo palestinesi della rete “Viva Palestina” sono entrati stamattina nella striscia di Gaza con un convoglio di aiuti umanitari.

Al termine di un lungo braccio di ferro, le autorità egiziane hanno concesso l’ingresso attraverso il valico di Rafah di 140 automezzi su 198.



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 Palestina: Freedom March ieri al checkpoint di EREZ

Circa 1000 persone (secondo gli organizzatori e secondo Haaretz, 500 secondo Maan News) hanno manifestato ieri al checkpoint di Erez al confine con Gaza, nell'ambito delle iniziative previste per la Freedom March.


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 Palestina: Gaza Freedom March 28 dicembre – 4 gennaio

Partecipazione italiana alla Gaza Freedom March con la delegazione del Coordinamento europeo per la Palestina (ECCP)

Nei giorni del primo anniversario dell'assalto e massacro israeliano a Gaza, centinaia e centinaia di attivisti internazionali tenteranno di rompere l'assedio per partecipare ad una grande manifestazione nonviolenta, marciando al fianco della popolazione di Gaza il 31 dicembre 2009.

La Gaza Freedom March sarà una manifestazione di solidarietà che intende inoltre richiamare l'attenzione sulla crisi umanitaria in corso e sulla illegalità dell'assedio, chiedendo alla Comunità internazionale che vi metta fine.

Il Coordinamento europeo per la Palestina (ECCP) aderisce e parteciperà alla Gaza Freedom March del 31 dicembre con una delegazione europea, che si incontrerà prima al Cairo. Parteciperemo alla storica manifestazione, insieme a Luisa Morgantini, già vicepresidente del Parlamento europeo, al premio Pulitzer Alice Walker, allo scrittore Walden Bello, ad attivisti provenienti da più di 30 paesi e alla società civile di Gaza per dire a Israele e alla comunità internazionale: Basta con l'assedio di Gaza!

È ora di far sapere a tutto il mondo che Gaza non è sola.



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 Palestina: Bil’in, un’altra vittima

Mentre il villaggio di Bil’in si appresta a celebrare il quarto anniversario della protesta non violenta contro il muro, i suoi abitanti piangono l’ultima vittima palestinese di questa lotta pacifica.
Basem Ibrahim Abu Rahma, 31 anni, è stato ucciso venerdì scorso da un lacrimogeno lanciato ad una distanza letale per mano di un soldato israeliano durante la manifestazione che, settimanalmente e da quattro anni, vede palestinesi, israeliani e internazionali insieme nella lotta contro l’esproprio delle terre, il muro di separazione e le colonie israeliane.


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 Palestina: i medici israeliani ed il fosforo bianco

I medici israeliani si rifiutarono di passare ai colleghi palestinesi le informazioni su come curare le ferite da fosforo bianco. Il dottor Shaban è primario del reparto ustionati all'ospedale Shifa di Gaza, che ha raccolto numerose prove dell'uso di munizioni al fosforo bianco sulla popolazione civile della Striscia. Mentre raccontava delle difficoltà avute durante l'offensiva, quando non sapevano come trattare le ferite da fosforo, rivelò di avere chiesto aiuto ai medici israeliani di Physicians for Human Rights, i quali però non furono in grado di aiutarlo.


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 Palestina: Le ferite di Gaza e le nuove armi - 22/02/09

Le ferite di Gaza e le nuove armi - 22/02/09

Importante articolo pubblicato sulla rivista medica
più prestigiosa al mondo "The Lancet".
Gli effetti dell'operazione militare israeliana-Piombo Fuso- sulla
popolazione palestinese di Gaza.
di Dr. Ghassan Abu Sittah e Dr. Swee Ang - «The Lancet»*






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 Palestina: PUO' UNA DEMOCRAZIA SCHIAVIZZARE UN INTERO POPOLO?

Intervista ad Ahmad Jaradat dell'Alternative Information Center, coordinatore del progetto di monitoraggio degli insediamenti israeliani in Cisgiordania.

Ahmad Jaradat,  47 anni, è di Saer, villaggio palestinese nel distretto di Hebron. Da diversi anni e' il coordinatore del progetto di monitoraggio dlle colonie dell’Alternative Information Center. Collabora anche con la ONG palestinese Al Haq, che promuove l'applicazione del diritto internazionale umanitario e delle convenzioni di Ginevra nei Territori occupati.

Ahmad, qual e' il significato di questo cessate-il-fuoco, cosa implica e ha avuto un significato particolare annunciarlo proprio in quel momento?


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 Palestina: Contadini, giornalisti e pacifisti internazionali bersaglio dei cecchini

 La gente di Gaza non ha il diritto neanche di raccogliere il prezzemolo



Oggi i soldati israealiani hanno sparato contro giornalisti italiani, membri del gruppo pacifista International Solidarity Movement (Ism) e contadini palestinesi. La sparatoria e' avvenuta nella zona agricola a ridosso del villaggio di El Farai'n, a nord di Khan Younis, nel mezzo della Striscia di Gaza, a duecento metri dal confine israeliano.

Il perché i cecchini di Tsahal abbiano preso di mira un gruppo di civili disarmati si potrebbe spiegare pensando a un'azione intimidatoria. Ma non e' cosi'. Da sempre gli agricoltori e gli allevatori palestinesi che lavorano nei campi al confine sono oggetto del fuoco dei soldati israeliani.


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 Palestina: Invito a Partecipare alla Quarta conferenza sulla resistenza popolare a Bil'in

Cari amici,  
all'indomani delle atrocità israeliane a Gaza, è vitale continuare a resistere all'occupazione. Nel mese di febbraio ricorrerà, per noi, il quarto anniversario di manifestazioni settimanali di protesta nonviolenta contro la costruzione del Muro dell'Apartheid. 


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 Palestina: APPELLO - Call for action di Mustafa Barghouthi

Segretario Generale 'Palestinian National Initiative' - PNI
A pochi giorni dal cessate il fuoco unilaterale proclamato da Hamas ed Israele, la
popolazione di Gaza si sta accorgendo del livello di distruzione che ha colpito le
loro case e le loro vite. 1335 abitanti di Gaza sono stati uccisi; in maggioranza
civili civili, inclusi 400 bambini innocenti, mentre 5000 sono i feriti gravi. Oggi chiediamo ai nostri amici, colleghi, e a tutti coloro che hanno a cuore valori
quali la libertà e il rispetto dei diritti umani, di agire con decisione per
raggiungere i seguenti obbiettivi: 
 


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